Del 12 giugno 2012, anche se un po’ in ritardo.

Sai di cosa è fatta la felicità?
Di vino bianco e gelato cioccoloso, di coccole sul divano e abbracci di mezzanotte, di temporali e coperte in cui rifugiarsi.
Un altro anno si aggiunge alla mia età, un altro anno è passato e non potrei essere più felice.
Perchè?
Perchè a volte hai solo bisogno di essere circondata di belle persone, di cucinare per loro e di parlare di cazzate.
Perchè a volte non c’è bisogno di scappare ed è una cosa a cui non sono molto abituata, a volte hai solo bisogno di esserci. Non solo per gli altri ma anche, e soprattutto, per te stessa.
Molte cose sono cambiate dall’ultima volta che ho scritto quissù, così tante da non poterle/volerle spiegare o elencare, chi c’è sa.
Chi c’è ha un posto speciale, qui in mezzo alle costole, e non ci sarebbe luogo migliore.
Svegliarsi con un caffè, seguito da pacco gigante di cereali e gelato,[con sottofondo gli Arcade Fire offerti dal piccolograndemac di Alberto] ma non prima di aver spento 23 cerini girando intorno al tavolo ed esprimendo un desiderio, lo stesso che esprimo da tempo e che fino ad ora è sulla buona strada per avverarsi.

Nota 1:[volevo scrivere altro ma direi che va bene anche così]

Vorrei solo restare tra le tue braccia, ancora una volta, annusar-ti fino a diventare matta.
Oggi ho sentito il tuo profumo mentre tornavo a casa, guardavo le stelle e magicamente ero lì, tra le tue braccia, ancora una volta.
Le tue braccia mi hanno accolta quando non avevo un posto, un posto così, un posto che ti sconvolge dall’interno e che ti appartiene senza averlo mai visto.
Ed era come esplorare un nuovo corpo, la pelle liscia, l’odore di un profumo sconosciuto, il sapore di un cappuccino preso da Costa, una lingua mai parlata, ma che mi appartiene da sempre.
Ti sfioro, mi prendi e mi butti nel tuo vortice, un vortice quasi letale, che mi spinge al limite, che mi spinge a credere che la vita valga la pena di essere vissuta.
Spero di poter provare queste sensazioni anche altrove anche senza di te, mia anima cara, tu che mi hai stregata e mi tieni.

Vorrei solo restare tra le tue braccia, ancora una volta, annusar-ti fino a diventare matta.

Non ho ancora riposto le tue cose in una scatola, sono sparse nel comodino e per ora va bene così.
Mi manchi, mi manca tutto di te.
A volte penso che vorrei essere lì. Lì con te. Lì dentro di te.
Inspirare e espirare la tua essenza senza fermarmi mai, tra i tuoi malumori e le tue tragedie, tra il sonnecchiare mattutino e la notte che inizia quando c’è ancora la luce.
Ho trovato conforto nelle tue braccia, conforto e comprensione e passione e amarezza e paura e dolcezza.

Vorrei solo restare tra le tue braccia, ancora una volta, annusar-ti fino a diventare matta.

Londra tu sei mia, io sono tua. Sempre.