La neve continua a cadere.

“La neve aveva creato quell’atmosfera che solo lei riesce a fare.
Tu camminavi ondeggiando e strisciando gli stivali nella neve ghiacciata per terra, per paura di scivolare e fare una figuraccia.
Ti facevi strada tra i fiocchi di neve, tra la gente che camminava al rallentatore, tra le biciclette con su 9 centimetri di neve.
La sciarpa ti copriva tutto il collo tranne un pezzo di nuca, quella nuca che più volte ho baciato, sfiorato, annusato, a cui mi sono appoggiata.
Ti fissavo le mani, non indossavi i guanti che ti avevo regalato e le dita erano rosse.
Rosse come le illustrazioni che tanto adoravi, che bramavi, che sentivi parte di te.
Ci separava un metro ma mi sembravano chilometri, sapevo sarebbe stata la fine.
La fine di noi.
L’unica cosa che mi era rimasta erano le tue orme nella neve, il tuo pezzo di nuca, le tue mani rosse, le tue cuffie arancioni, l’ultima immagine prima di scomparire dai miei occhi.
Tu camminavi e io mi sono fermata, ti ho fissato nella memoria per un’ultima volta e mi sono girata.
Ho fissato l’addio nei miei occhi e ti ho lasciato andare, ondeggiando e strisciando gli stivali nella neve ghiacciata per terra, per paura di scivolare e fare una figuraccia.

La neve continua a cadere.

Ha cancellato tutte le orme ne ha create altre le ha cancellate ancora.
La neve si accumula assieme ai passi che hai creato senza di me senza voltarti senza guardarmi con le tue mani rosse e le cuffie arancioni con la neve sul viso e le lacrime nel cuore perché anche tu sapevi che quello era un addio.
Un addio silenzioso ma fatto di mille parole di mille gesti di mille lacrime che abbiamo già detto già urlato già sussurrato.

La neve continua a cadere.

E noi non ci siamo più.”