Fade away.

Mai mi era capitato prima d’ora di sentire l’appartenenza ad un luogo da perdere il fiato, da star male fino alle lacrime.
Che poi per carità, sono lacrime di gioia.
Però quando un luogo ti entra dentro così, inaspettatamente, ti regala delle gioie fortissime.
Così forti da stare male.
Realizzo solo ora che quello che mi diceva G. era vero. “Ti ricordi solo delle cose brutte! E le cose belle?”
Le cose brutte fanno male-le analizzi-le superi(se sei fortunato)-sennò le rialnalizzi-le superi.
Ma le cose belle?
Beh per quanto mi riguarda le cose belle non riesco ad analizzarle e a superarle, quando fanno male tibatteilcuoreetimancal’aria.
Le tengo nascoste in profondità per non sciuparle, per non ricordarle, per non farle svanire.
I ricordi sono brutti, sono come un profumo buonissimo che non vorresti mai finire di annusare.

Lo annusi.
Lo annusi.
Lo annusi.
Lo annusi.

Svanisce…

Finisce.

A volte per quanto tu voglia ricordare un profumo non ci riesci e poi PUF! per caso ti imbatti per un’odore che te lo ricorda et voilà ritorna.
Certe volte vorrei inscatolare un ricordo un po’ come si inscatola un profumo.
Ma dove ero rimasta?
Ah qui.
La grancassa parte e fa male, tira pugni proprio dove fa più male e sembra di prendere tanti pugni in pancia, ma no è solo il cuore.
Proprio non capirò mai quella gente che si circonda di belle cose, di quotidianità ripetuta all’infinito per non sentirsi sola, persa.
Per tanti anni ho creduto che quella lì fosse la felicità.
Io che non schiodavo il culo dal divano nemmeno per sbaglio ora ho un paio di scarpe da trekking, un raincoat coi cosiddetti e una cosa che mai credevo di poter avere dentro di me.
Cosa?
Lo spirito d’avventura e la voglia/la forza di buttarmici dentro alle cose. (Sperando di non finire nell’ Hardangerfjord)
Ma soprattutto di avere la forza di respirare a pieni polmoni con le mie forze, anche se brucia all’inizio, poi un po’ ci si abitua.

Mi fa un po’ male il cuore.

Neurotrasmettitorisinapsielettrochimiche.

Sono giorni che non riesco a capire cosa mi succede, cosa mi passa per la testa, cosa mi passa per lo stomaco che continua a stringersi ogni volta che il pensiero non resta per terra.
Sarà stato quel maledetto sogno.
Quasi certamente.
E ora non riesco ad appigliarmi a nulla e fai male, fai male anche quando non dovresti e quando non vorrei perchè so che non ne ho proprio motivo. Ma quel sogno mi ha rovistato dentro, anche nei piccoli angoli dove c’era ancora della polvere, polvere fatta di ricordi.
E fai male.
Respiro a fatica, scaccio i pensieri tra le cose da fare e le cose che non ho voglia di fare, cercando contenere e contenermi.
Ma oggi non ce la faccio.
Dev’esser per forza stato quel maledetto sogno.
Certamente.
Eoracisonopezziditeovunqueenonhoilcoraggiodiraccoglierlioanchesolodiavvicinarmici.
Fai male.

E di colpo abbiamo 15 anni, spaziamo tra tutti i grandi pezzi dei SubsOnica e i Linea77, erano tempi felici, tempi in cui abbiamo assaggiato la libertà e da quel momento non ne potevamo più fare a meno.
Esistevamo solo noi, i nostri problemi e il cercare di risolvere tutto insieme, come una squadra, sempre uniti.
Uniti da un filo che ci sembrava d’acciaio ma che abbiamo scoperto essersi raffinato così tanto da essere sottile, sembrare rame, sfilacciarsi un po’.
E non riesco a non pensare ai momenti belli, al parco 2 giugno, ad entrare alla seconda ora (forse anche alla terza), ai “problemi” del sabato sera, al pullman delle 22.30 con i “zaguari”, alla complicità e a tutto quello che si dovrebbe provare nell’adolescenza.
Ci facciamo male ma siamo sempre lì, pronti ad accogliere le belle persone tra le braccia.

Non vedo l’ora di poter essere lì, accanto al mio (a)mare e tra le belle persone.

A cura di DAM|MADFoto a cura di:
DAM|MAD